Cuori, Quadri, Fiori, Picche.
L’Asso non c’è!
Eccomi!
Sorridente a tappare tutte le situazioni, con le quattro carte in mano, le spalle grosse e le soluzioni per tutti, mai per me.
E mi mancano le mani in testa che mi salvavano appena in tempo.
E mi mancano le serate ad assaggiare emozioni nuove, troppo premature per la mia giovane età;
eppure ci stavo bene…
Troppo varie le situazioni.
Troppo varie le mie risposte.
Ora cercare, nel caos, non è più semplice.
Troppe facce.
Troppe urla.
Urla mai ascoltate.
Io guardo sopra le righe.
Io le sento.
Io vedo quello che gli altri non vedono.
Vedo il dolore scendere come un velo sui loro volti.
Vedo le lacrime che continuano ad asciugarsi per evitare di morire annegati.
Vedo il loro dimenarsi per restare in piedi a combattere contro chissà poi chi di preciso.
E io con loro…
La felicità artificiale si presenta come una delle più belle soluzioni momentanee.
Il mare di notte regala emozioni che vorremmo durassero tutta una vita.
Tutta la vita.
*Vita*
Ma tutto cambia.
I rapporti.
Gli atteggiamenti.
Gli amori.
Ed io sempre lì ad adeguarmi.
Cuori, Quadri, Fiori, Picche.
Rosse e Nere.
Le facce.
Le azioni.
Le urla.
Rossi e Neri.
I sorrisi.
I pianti.
I graffi.
E forse vorrei essere salvata di nuovo.
Forse invece vorrei morire sulle mie stesse ginocchia, senza forza per parlare ancora.
Essere arrivata dove sono evidentemente non è abbastanza.
Per nessuno di noi…
