Scrivo, scrivo, scrivo...
Tra tutte queste righe piene di lettere e numeri e sorrisi e grida ho sempre la paura di risultare banale.
Banale perchè mi sento stregata.
Banale perchè sono felice.
Fra poco Natale e il mio gatto ha la febbre.
Fra poco Natale e il mio ragazzo ha la febbre.
Fra poco Natale e a me non me ne frega un cazzo del Natale.
Tutti che parlano di, tutti che spendono una marea di soldi per, tutti che sono contenti perchè avranno il regalo che hanno chiesto. Qualcosa con un prezzo, qualcosa con una griffe, qualcosa...
Io no.
Io devo sempre chiedere qualcosa che non si può avere, io devo sempre chiedere qualcosa difficile da trovare...
Sotto l'albero vorrei solo una piccola scatola di caramello, con un fiocco di zucchero filato, la carta di piume bianche e che abbia dentro un sacchetto con della polverina magica ed un biglietto per le istruzioni:
Usando questa finirà tutto quello che vuoi che finisca...

Come ogni Natale divento amara. Amara perché non c’è più un Natale da festeggiare, amara perché si deve fare.
Farò un solo regalo quest’anno, forse. Lo farò a lui, che tanto mi ha fatto innamorare, solo a lui che tanto mi ha saputo ricambiare; e continua a fare tutto questo con la semplicità di un bambino che chiede perché, con il rossore di un ragazzino davanti alla sua prima cotta.
Perciò sono passata tra le vie del centro, piene di addobbi e luci dorate… erano colme di gente, di famiglie, di bimbi… c’era qualcosa, però, che non andava… aleggiava un silenzio quasi macabro, innaturale. Perché? Ora sono io che me lo chiedo…
Forse è il dolore nel cuore della gente che cerca di venir fuori sopra le righe, forse quello che non diciamo parla più di quanto immaginiamo.
Col tempo ho imparato a capire che ognuno di noi porta dentro qualcosa, qualche lacerazione nell’orgoglio, qualche buco in fondo all’anima, aldilà delle facce che mostriamo, invece, alla vita.
O forse ero semplicemente io che non volevo sentire quelle voci.
Ormai non ascolto più nessuno; e mi odio per questo. Mi perdo dentro i miei vuoti, affogo nelle bugie che, imperterrita, continuo a dirmi, e continuo a crederci come una fanciulla abbandonata che, ogni mattina, spera di rivedere la sua mamma. Per quanto può sembrare assurdo questo paragone forse è quello più appropriato. Forse ogni mattina spero di rivedere nello specchio la bambina che ero, l’ingenuità che ho perso strada facendo. I segreti che mi porto dietro ora hanno un prezzo. Quegli occhi verdi, per quanto hanno sofferto, sono ignari di quello che avrebbero potuto piangere se avessero saputo la verità per intero, e non voglio essere io a parlare.
Però quando alzo lo sguardo ed incrocio il suo, penso a quanto è bella la vita ed al regalo che per me ha messo sotto l’albero e che mi ha permesso di scartare ancora prima di sapere quello che, poi, sarebbe successo…
…dire ti amo quando ha un peso è importante…
…sentirlo quando si sa che è vero è bellissimo…
…ed io, di te, ormai, amo ogni respiro…

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