Poche gocce di pioggia. Oggi. E la lenta discesa sulla mia testa ha rievocato nostalgicamente emozioni.
Ero al ritorno da scuola, le prime volte che i miei lasciavano che prendessi la strada di casa in modo autonomo. Erano i primi passi che muovevo verso la vita. In compagnia. Capelli ricci ribelli per tutte, occhiali che nascondevano occhi non ancora truccati e sui lobi neanche la parvenza degli orecchini. Correre e ridere sotto la pioggia, tornare a casa inzuppata e qualche angolo di strada che sembrava un eternità a percorrerlo.
Oggi. Ho pensato che forse avrei voluto tornare indietro, a quei tempi.
Le gocce hanno portato via con loro quelle amicizie, quelle risate.
Ci siamo perse un po’ tutte, due ancora sopravvivono. I cambiamenti sono stati troppi, le mancanze altrettante. E l’unica cosa che ricordo bene era il bisogno che avevo di loro e come stavo bene un tempo anche sotto la pioggia, che ora evito insistentemente.
E chiedo che quest’acqua porti via tutto quello che di brutto ho ora come ha fatto con quegli sguardi, quell’incoscienza e quelle risate.
Tutto questo perché mi mancate, perché avete segnato un periodo stupendo e soprattutto mi manca quel brutto anatroccolo che ero un tempo…
