Cenerella,Cenerella...
Cenerentola stavolta è in una punto blu e stavolta sogna di proposito di perdere la scarpetta, non più di cristallo. Utopie, lenti schizzi di cinismo, lacerazioni di certezze...paure. Semplici paure. Tra poco marchierà a fuoco la sua esistenza per non dimenticare, tra un po' chiederà alla fata turchina di parlare al suo principe, di sapere tutto d'apprincipio, com'è andata realmente. E sentendo sotto di se le quattro ruote della sua carrozza, dà uno sguardo oltre il vetro. E se la matrigna trovasse le sue scarpette? Se chiedesse al principe di chi fossero? Lui a chi avrebbe mentito? Avrebbe mentito?
Poi ritorna in sè, crede che la fortuna le possa capitare una volta sola, ormai il ballo è finito. I topini si fanno per la prima volta gli affari loro e forse la matrigna non assisterà mai alla prova della scarpetta smarrita, non si sentirà mai perdente.
E allora Cenerella capisce che tutta l'importanza che le persone si prendono è conseguenza solo di quella che noi diamo a loro. Capisce che tante cose ora perdono valore, che cambiano, che la vita a palazzo non sarà mai come la sognava e che molto probabilmente il principe vero non è quello che ha affianco...

Qualche domanda ogni tanto... e poi diventano quei giorni in cui il peso di ciò che sei diventa troppo grande da sopportare. Sono quei giorni in cui ogni canzone che passa alla radio racconta scorci nostalgici di vita, quei giorni in cui tutto sembra nero e gli altri colori solo sfumature di grigio. Però sono anche quei giorni in cui la vita riserva belle sorprese, giorni in cui la ripresa diventa più dolce della partenza.
E così mi pongo qualche domanda in più, la coscienza brucia perchè l'omologazione annulla ogni cenno dell'essere. E io ho ceduto, ci sono cascata, perchè non pensare era molto più semplice, perchè l'essere superficiale faceva scivolare tutte le cose brutte sulla mia schiena come fossi sporca di petrolio. Invece ora riprendo scudo e spada e riprendo a lottare come facevo un tempo, perchè i giorni sfuggono tra le dita stanche; stanche di una vita che non mi appartiene più, stanche di dover essere attente ed ogni minimo gesto. E cambio anche io. Lo decido così. Ditemi un bentornata perchè non ho più intenzione di abbandonare il mio spirito e ciò che mi dice.
Mi sono accorta di avere un buco grosso dentro che nessun pezzo di spugna color fuxia dall'aria fashion potrà colmare, neanche l'aria da brava ragazza che ho ora, a dispetto di tutti i buchi e le rasature che erano parte di me.
Credo di essere semplicemente emotivamente insoddisfatta.
