Mi sembra un periodo apparentemente morto. Mi sento un ebete, un idiota, intellettualmente inutile. Ho perso la mia parte tetra, la mia parte misteriosa. La mia paranoia si è dileguata dietro un bacio che contiene concetti che tutte le parole del mondo non basterebbero a spiegare.
Sono innamorata, persa, con le ali aperte più che mai, con le farfalle nello stomaco. Senza la mia arte.
Speranze inutili, per tanto tempo, così mi dicevano.
Ho sempre creduto nel destino letto da altri e con polso fermo e paura sotto le scarpe, ho deciso di sfidarlo. E per stavolta la prima battaglia l'ho vinta io.
La farfalla più che mai prende il suo significato, le parole di altri sfumano, il cuore non fa altro che saltare e le luci dei locali si perdono nella nebbia. Sguardi bassi, stavolta pieni di stupore, "si" sussurrati a stento e... una sola sicurezza in più. Per quanto può durare. Non importa.
Così pensavo.
Fuori dal finestrino case e alberi scorrono veloci, noi a sfidare tutto ogni minuto e un solo pensiero mi attraversa la testa "è davvero questa la felicità?". Lui affianco che mi accarezza la mano stringendola verso il suo petto, fuori la strada buia e noi su quattro ruote pieni di tempo, di ambizioni e di belle intenzioni. Pieni di vita. La completa assenza del dolore, una sensazione di pace. "mi sento completa. Passerò più lo stesso momento?" Consiglio : "vivitela!".
Sono troppo paranoica per non aver paura di perdere tutto da un momento all'altro. Mi sto distruggendo con le mie mani solo perchè questa cosa voglio viverla, solo perchè questa situazione mi ha sconvolto nel profondo. Non ho più le mie certezze.
Niente finisce come nei film e questa è la cosa che mi spaventa. Non sono una principessa, non recito battute, non sono pagata per le comparse nella vita delle persone. Non ho ruoli e lui non è il principe azzurro. Siamo entrambi disillusi abbastanza per mandare come nulla tutto a rotoli. E mi fa più paura questo che un serpente nel letto.