bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 12:58 venerdì, 17 novembre 2006

Forse la prima volta dopo non so quanto tempo sono tornata a casa presto. Scuola, compiti, ragazzo, manina, bacetti e a casa per rendere la mia vita troppo normale o più semplicemente per dare quel tocco di stranezza che le mancava. Dopo anni di "esco di casa senza aver finito di studiare, non andrò a scuola neanche domani, vediamo se stasera lui mi pensa, forse sono sbagliata e ora della nanna=2:45", questa sera è di nuovo strano sentirsi ad adempiere alle abitudini della classica brava ragazza. Un'altra delle mie cercate sensazioni forti senza le quali non riuscirei a vivere. 
E proprio stasera, mentre percorrevo il solito angolo fermata-casa ho sentito un odore di legna bruciata, classico dei paesi durante il periodo invernale. Perchè lo abbia sentito in pieno centro non so, ma ha riportato alla mia mente il Natale. La classica festa con il solito angelo che come ogni anno si prende in culo l'albero. Si, altrimenti per quale motivo sopra la maggior parte degli abeti tutti addobbati c'è un angioletto che, povero lui, è costretto a sedersi su una punta tanto scomoda? E poi inizieranno i classici film sul babbo buono dalla barba bianca, su gli elfi che aiutano i bambini cattivi a diventare buoni, sulle ricompense giustificate e quant'altro di ipocrita che si maschera di perbenismo ingenuo che tocca il cuore degli insoddisfatti. E io come al solito la vigilia con la famiglia materna, con il classico uomo di turno vestito di rosso con tanto di barba finta, il sacco pieno di regali veri, lo scarto anticipato alle 22:30 che i bambini poi si addormantano e gli adulti a mezzanotte in chiesa. Il pranzo di Natale con la famiglia paterna, la nonna che ormai non sa più di essere viva, un albero quasi inesistente e la casa semivuota che rimbomba di rumori per il pranzo. E poi la sera, la parte più bella. Il Natale con gli amici. La colletta fatta in precedenza per fare la spesa, puttanate che volano da un capo all'altro del tavolo su chi ha intenzione o meno di lavare i piatti, il caffè che non vuole fare mai nessuno (che tanto tocca sempre a noi ragazze), il primo, il secondo e il terzo spumante aperto, le classiche domande del tipo chetihannoregalatoituoi? e il classico elenco a seguire. E poi si da fondo alle bottiglie di qualsiasi cosa basta che sia alcolico, le organizzazioni "vengo a dormire a casa tua","mi accompagni tu?" e poi tavolo sombro da tutti i resti di un consumismo ben accetto, senza pensieri su chi invece non ne ha potuto apprezzare, specialmente da chi ha disprezzato inconsciamente per mantenere la linea. Si stende il classico tappeto di panno verde con carte e spiccioli annessi. E fino alle prime luci dell'alba continuare a bruciare sigarette, a consumare pandoro (che tanto il panettone non piace a nessuno per i canditi) e a baciare il proprio pensiero continuo tra sguardi brilli di alcol e di sonno e occhi lucidi di allegria. E infine andare a dormire, a chi va bene con il ragazzo/a affianco perchè la famiglia è partita per qualche posto fragandosene del classico Natale a casa, finemente soddisfatti.
Penso prospettiva discreta. Forse solo ed unicamente per l'ultima parte della giornata per cui ci si prepara da più di un mese prima.
Fine umorismo con la classica punta di cinismo. Non riesco a descrivere una festa tanto falsa senza esprimermi in questi termini. Tanto a cosa serve una festa della famiglia felice e riunita se la maggior parte fa finta di esserlo usando come modello la mulino bianco e poi tanto alle spalle sappiamo di poterci pugnalare ed essere tutti stronzi? Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi. Mah...
bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 19:13 martedì, 07 novembre 2006

Mi sembra un periodo apparentemente morto. Mi sento un ebete, un idiota, intellettualmente inutile. Ho perso la mia parte tetra, la mia parte misteriosa. La mia paranoia si è dileguata dietro un bacio che contiene concetti che tutte le parole del mondo non basterebbero a spiegare.
Sono innamorata, persa, con le ali aperte più che mai, con le farfalle nello stomaco. Senza la mia arte.
Speranze inutili, per tanto tempo, così mi dicevano.
Ho sempre creduto nel destino letto da altri e con polso fermo e paura sotto le scarpe, ho deciso di sfidarlo. E per stavolta la prima battaglia l'ho vinta io.
La farfalla più che mai prende il suo significato, le parole di altri sfumano, il cuore non fa altro che saltare e le luci dei locali si perdono nella nebbia. Sguardi bassi, stavolta pieni di stupore, "si" sussurrati a stento e... una sola sicurezza in più. Per quanto può durare. Non importa.
Così pensavo.
Fuori dal finestrino case e alberi scorrono veloci, noi a sfidare tutto ogni minuto e un solo pensiero mi attraversa la testa "è davvero questa la felicità?". Lui affianco che mi accarezza la mano stringendola verso il suo petto, fuori la strada buia e noi su quattro ruote pieni di tempo, di ambizioni e di belle intenzioni. Pieni di vita. La completa assenza del dolore, una sensazione di pace. "mi sento completa. Passerò più lo stesso momento?" Consiglio : "vivitela!".
Sono troppo paranoica per non aver paura di perdere tutto da un momento all'altro. Mi sto distruggendo con le mie mani solo perchè questa cosa voglio viverla, solo perchè questa situazione mi ha sconvolto nel profondo. Non ho più le mie certezze.
Niente finisce come nei film e questa è la cosa che mi spaventa. Non sono una principessa, non recito battute, non sono pagata per le comparse nella vita delle persone. Non ho ruoli e lui non è il principe azzurro. Siamo entrambi disillusi abbastanza per mandare come nulla tutto a rotoli. E mi fa più paura questo che un serpente nel letto.
bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 13:55 giovedì, 02 novembre 2006

Quante volte mi sono chiesta cosa mi mancasse,
perchè io no.
Perchè le mie mani tremavano davanti a tutto?
Quante volte me lo sono chiesto
e non trovavo risposta
nulla che potesse ricondurmi a ciò che ero realmente
non vedevo nulla che mi aprisse la strada.
La luce degli altri abbagliava la mia
e mi sentivo avvolta dall'ombra
mi sentivo soffocata dalla mia ombra.
L'ho amata.
E lo sapevo.
 
Ora mi vedo,
Vedo i miei demoni,
la mia ombra,
la mia luce,
le stelle e le ferite del mondo,
non più solo le mie
 
Tranquillità sognata
è davvero questa?
musica e cioccolata su piume e piume,
briciole di spontaneità,
capelli raccolti, viso lavato, sorriso latente ma presente
e lui seduto con un cellulare in mano, a chiamarmi,
a ricordare noi.
 
Non lo so ma è bello così...
Sono innamorata e svampita...
 
P.S. Sono contenta di averti ripreso sotto le mie ali. x S.