bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 15:43 sabato, 30 settembre 2006

Il mio cellulare inizia già a squillare. Mancano poche ore ai miei 18 anni e i primi messaggi iniziano a testimoniare che sono nei pensieri delle persone.
Oggi pomeriggio ho sfogliato un libro che usavo a scuola 5 anni fa. Ho letto gli appunti che scrivevo quando in classe la lezione era troppo noiosa da poter essere ascoltata.
Sono cambiate molte cose.
Domenica, parlando con una persona che ormai sta conoscendo di me ogni centimetro di anima, ho detto: "a 20 anni potrò dire di aver passato tutto, o quasi." Mi è stato risposto un "si vede".
Sto guardando indietro. Il mio passato. E ora sono arrivata ad un traguardo importante. Convenzionale. Ma importante. E mi chiedo cosa mi riserverà il futuro e quasi non voglio. Non voglio crescere. Non voglio prendermi più responsabilità di quante non abbia già. Voglio ancora ascoltare punk il pomeriggio con la sensazione che i compiti mi stiano aspettando sulla scrivania. Voglio ancora ritirarmi tardi la sera e sentire mia madre preoccupata che mi chiede se il giorno dopo riuscirò ad alzarmi in tempo per andare a scuola. Voglio ancora organizzare le serate con gli amici con letti imprevedibili ad aspettarci. Voglio ancora sognare un'università sempre più vicina. Voglio ancora sentirmi dire "sei piccola ma non sembra". Voglio ancora sentirmi libera con il gusto del proibito. Voglio ancora essere considerata la mascotte del gruppo, la bimba cresciuta troppo in fretta ma pur sempre anagraficamente bimba.
E sta passando tutto velocemente e questo è il periodo più bello che abbia mai passato.
GRAZIE A TUTTI! AVRETE PER SEMPRE UN POSTO NEL MIO CUORICINO CHE NON CRESCERA' MAI!
bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 14:40 sabato, 23 settembre 2006

Quest'educazione del cazzo ci impone di non fare male, di portare rispetto a chi ci ha messi al mondo, a chi ha cercato di crescerci. Ma non impone a loro di rispettarci allo stesso modo.
Due parole cattivissime, dette in un momento di stoltezza per niente innocua, mi hanno ferita. Per quale motivo futile, poi. Un "mi vergogno" detto da uno con soli 8 anni in più, da uno che quando gli conviene torna dalla sorellina. Si, perchè la sorellina è forte, sopporta tutto lei. Si, perchè la sorellina è matura, capisce tutto lei. E io? Da sola ci sono stata tante volte. Vi spaventa che io non abbia bisogno di voi? Vi vergognate perchè io, a differenza vostra, ho uno splendido futuro davanti? Vi atteggiate tanto a "noisiamogentechenonbadaall'apparenza" e poi mi fate ste cagate perchè sono così? Perchè sono me stessa? Poi di tutto quello che di brutto mi è successo avete sempre scaricato la colpa sugli altri. Ma bravi! Per fortuna della vostra genetica molecolare ho solo l'aspetto. Vi sto rinnegando come voi avete fatto con me. Sono sempre stata sola e di certo ora non sarà diverso.
Il mondo fa schifo e ci insegnano ad averne paura, a sottometterci. Ma non lo farò di nuovo. Non crederò ancora di essere io il problema. Non accetterò delle banali scuse con un sottointeso "appenamiricapital'occasionelorifaccio". Mi sono stancata. E anche quando ho avuto bisogno di un aiuto con gli attributi, non siete stati voi a farlo. Non sono nè punk, nè dark, nè metallara... sono solo me stessa e ci ho messo anni e lacrime per riuscire a capirmi e ad accettarmi. E non sarete di certo voi, che alla vostra età ancora fate merda ovunque, a farmi cadere, a distruggere tutto quello che di bello ho ottenuto. E non meritate altro perchè non vedete ad un palmo dal naso.
 
"E' L'IGNORANZA CHE CREA LA VIOLENZA!".
 
E mi sento ancora forte abbastanza da andare contro tutto e tutti, se fosse necessario. Non ho paura di cadere. Tantomeno di loro.
bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 14:34 sabato, 23 settembre 2006

Si aprino le danze. Una casa oscura mi ha fatta ripiombare nel mio male. Una maturità più accesa me ne ha fatta uscire con una rapidità sorprendente. Dimostrazione di emozioni. Un paio di orecchie ad ascoltare. Una polvere magica in un sacchetto, è quello che ho. Il sacchetto che mi è sempre appartenuto e che ora sto aprendo poco alla volta. Avanti, sono abbastanza forte per tutto. Ho la faccia che vogliono vedere tra mura che non mi sono mai appartenute. Tra gente che conosco dalla nascita che si dimostra recidiva e senza argomentazioni, se non parole superficiali per mascherare stupide paure,frustrazioni. Tra gente, tanta, che conosco da più di quattro anni che inveisce per sopravvalutazioni meritate, che in passato non ha accettato sconfitte da chi dava meno di loro. Apparentemente. L'apparenza. I miei pensieri. La visione delle cose. Fraintesa. Sempre. Dispiacere per questo. Non lacrime, solo voglia di passare gli ostacoli. Uno alla volta. Persone abbandonate strada facendo. Rimpianti o forse no. Crescite diverse. Solo quello. Io sto quì. Non scappo, non lo faccio più. Non è nel mio stile. Stanca ormai di fare quella che non sono. Rabbia nelle dita per quello che mi è sempre stato fatto. Ora non più. Ora basta. Ora me e chi vuole, chi sa. E lascio ancora dietro di me. Ancora una volta.
Un ragazzo mi ha detto che avrebbe voluto trovarmi al suo risveglio. Mi dispiace ma se non c'ero è stata colpa sua fin dall'inizio. Ha contato molto nella mia vita ed è anche grazie a lui che ora sono così spietata. Spietata con chi merita. Con chi ha osato calpestare ciò che non riusciva a vedere. E ora non piangerò più. Non sarà più lo stesso, anche se il bene resta. Sempre. E sempre resterò quella che sono con le persone che per me contano e hanno contato. Resto quì, se hanno bisogno di me, in qualsiasi situazione. E rinasco e stanno rinascendo sentimenti persi nel buio della mia notte. Sono quì.
 
A distanza di un anno il mio volto è di nuovo tra i tuoi pensieri. Il corpo ancora affianco al tuo. Profumi mai sentiti hanno caratterizzato un'altra notte. Stelle attorno hanno mandato il mio cervello in panne e tu, forse, la causa. Non mi farai male come in passato. Non ne hai possibilità. Quello che pensi ancora non sono riuscita a capirlo. Ti sono mancata, lo so. Hai buttato altri appuntamenti certi per tentare con me, per entrare nella mia incertezza. E ti è andata bene. E nella mia incertezza ci sei ancora. E ci sarai fino a quando avrò memoria. Non si può dimenticare il bene per una persona. E non dimenticherò mai te perchè ti ho amato fino alla distruzione di anime e corpi. Sangue a volerlo. E l'ho visto. Dai miei occhi che non volevano aprirsi per riconoscere una realtà che faceva male da morire. E ora bene. Come sempre.
 
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bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 17:30 venerdì, 15 settembre 2006

“Non abbiamo né tempo, né voglia di guardare il cielo.” Parole della mia prof. a riguardo di geografia astronomica. Ero forse l’unica che scuoteva la testa, che aveva dei ricordi con le stelle, e non solo la notte di S. Lorenzo. Ho pensato a quanto potesse essere vera quella frase, nulla. Dietro, in realtà, c’era un’esortazione, una richiesta. Stupide fobie mentali o troppa coscienza della mia ragione mi hanno portato a credere questo, a pensare che quella signora seduta davanti a me ci stesse chiedendo di guardarci intorno, di essere meno superficiali. E forse non sa quante volte, piangendo, alzavo lo sguardo con le lacrime calde che mi scendevano giù per la gola, e quante volte, a causa della pancia che mi faceva male dalle risate, mi sdraiavo, in qualsiasi luogo, e guardavo in alto. E bloccavo gli occhi, smettevo di ridere, di piangere, e restavo ammutolita. Tuttora è così. Adoro le stelle e l’immensità che le circonda. Sono libere in uno spazio tutto loro. Alimentano speranze quando cadono e sono l’emblema dei romantici. Brillano di luce propria come, spero un giorno, farò anche io. E sono lì, perpetue e immutabili, mai stanche di aspettare. E una mi ha esaudito un desiderio… un po’ infantile ma ogni tanto è bello credere che certe cose siano vere.
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bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 17:32 giovedì, 07 settembre 2006

Uno spazio bianco davanti a me, da riempire. E mi chiedo se la mia mente sia uno spazio bianco.

Ieri, compleanno di un amico, 24 anni compiuti e una strada non ancora ben chiara. Io, tra 20 giorni il mio traguardo e i miei 18 anni. Un giorno come tanti che mi rende responsabile per lo stato (di merda) e adulta per i cretini che giudicano e non conoscono nulla della mia vita. Tra 4 giorni si torna a scuola, l'ultimo anno di tortura tra gente, se così è possibile chiamarla, che con me non ha nulla da condividere. Un ultimo anno sottoposta a giudizi di persone come tante, piene di difetti, che si atteggiano a unici detentori di potere per soli 50 minuti.  Stress su stress, la mia voglia di differenziarmi continua a farsi più evidente. Un nero-viola sui capelli esprime meglio ciò che sono e che continuo a diventare. La mia spalla tra breve brucerà per delle ali d'inchiostro che testimonieranno la mia guarigione dalla parte oscura di me, dalle mie debolezze. La mia tranquillità andrà a farsi fottere?

Tutto ciò me lo chiedevo ieri sera, tra note elettroniche che mi bucavano il cervello e alcol che mi rendeva più fiacca che allegra. E vedevo circa venti persone dimenarsi in mezzo ad un cortile, risate superficiali mi rendevano nervosa e una consapevolezza mi assaliva. Il mio posto non è più con loro. Mi hanno definito dall'aspetto una punk londinese, la parte deviata dello spot dell'aperol. Tutto ciò senza insulti, solo come semplice osservazione dei fatti.

E va bene.  Sempre.

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