
x NiKoTiNa
Credo di avere bisogno di te ora. Ancora una volta stupide speranze scomparse. Lo sai ke odio sperare. Credo che tutto quello che ho sia racchiuso in te, in cip e in quelle poke persone ke hanno cervello e sono felici per questo. Ora ho bisogno di quei discorsi e del xkè stiamo bene così, dei "non hai sbagliato tu", dei "non ti meritava affatto". Ora posso capirti mentre dicevi "nella situazione devi starci dentro". E ora dentro ci sto, fino al collo anke. E non voglio pensare, non voglio sussultare ogni volta ke sento il telefono o la porta di casa. Eppure appena da lontano si affacciano le note di qualche canzone mi rattristo. Il mio visino sempre sorridente e pieno di battute comiche diventa scuro. E' la mia autostima che non sta bastando. L'orgoglio, come se fosse una persona, mi tiene bloccata la mano che vuole digitare su quella tastiera grigiastra e malandata, il numero a 10 cifre che ormai so a memoria. E tu sei lì a ricordarmi quanto era adatto a me e quanto, al tempo stesso, si è rivelato stronzo alla fine. Prendimi dalle spalle, spingimi dove adesso ti trovi, bendami gli occhi e slegami le ali, curamele e asciuga il sangue che ora fa male quando sgorga. Insieme. Io e te.

Stanco di vedere le parole che muoiono
stanco di vedere che le cose non cambiano
stanco di dover restare all’erta ancora
respirare l’aria come lama alla gola.
Stanco di vedere le parole che muoiono
stanco di vedere che le cose non cambiano
stanco di dover restare all’erta ancora
respirare l’aria come lama alla gola.
Andare a piedi fino a dove non senti dolore
solo per capire se sai ancora camminare.
Il mondo è un corpo coperto di lividi,
i miei pensieri sempre più vividi.
Corpi sulla strada che si lasciano affittare,
tavole anatomiche da saccheggiare.
Corpo perfetto, corpo immortale.
Il corpo è la frontiera che si può violare.
SANTI BUROCRATI SANGUE D’IPOCRITI
LA VITA SPESSO È UNA DISCARICA DI SOGNI
CHE SEMBRA UN FILM DOVE TUTTO È DECISO
SOTTO AD UN CIELO D’UN GRIGIO INFINITO.
Andare a piedi fino a dove non senti dolore
solo per capire se sai ancora camminare.
Sono le gambe piene di lividi,
sono pensieri sempre più ruvidi.
Corpi di macerie da telegiornale,
corpi diplomatici in diretta a conquistare.
Suona la marcia suonala ancora,
la morte veste bene quando scatta l’ora.
Cristi che piangono per troppo dolore,
l’angoscia di un pianeta che puoi sezionare.
Taglia la torta, tagliala ancora:
chi è ricco resta vivo mentre il povero muore.
Corpi e macerie da conquistare
per un corpo d’armata sotto le fanfare.
Corpo straziato, corpo a corpo,
il corpo è l’innocenza che si può spezzare.
SANTI BUROCRATI SANGUE D’IPOCRITI
LA VITA SPESSO È UNA DISCARICA DI SOGNI
CHE SEMBRA UN FILM DOVE TUTTO È DECISO
SOTTO AD UN CIELO DI UN GRIGIO INFINITO.
SANTI BUROCRATI SEME D’IPOCRITI
LA VITA È SCRITTA SOPRA UN CUMULO DI SOGNI
COME IN UN FILM DOVE TUTTO È DECISO
SOTTO AD UN CIELO DI UN GRIGIO INFINITO.
SuBsOnIcA - CoRpO a CoRpO

Un altro sguardo. Le dice un ti amo sussurrato nell’orecchio. La sorpresa. Un bacio come un sogno. Poi la strada. Il contachilometri sfiora i 130. Poi una curva troppo stretta, il muretto troppo vicino, il freno inutile, uno schianto. La macchina distrutta, quattro vite salve. Una invece è volata via. In un momento troppo felice. Se ti muovi non possono prenderti. I vivi. La morte no. I suoi 18 anni. Il suo amore accanto a lei. Le luci blu di un’ambulanza che non serve più a nulla. Un futuro distrutto in un istante. Irresponsabilità pagata con una giovane mente. Lei. Che tanto voleva che quel momento si fermasse. Lei.