bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 21:50 venerdì, 09 maggio 2008

Quant'è strana la vita...

Una mattina ti alzi e sei innamorata di una persona.

Dopo anni e anni una mattina ti alzi e scopri di non amarla più.

Perchè la vita è strana e quella persona te l'ha fatta cancellare,

volente o nolente

 

Quant'è strana la vita...

Passi anni ad odiare una persona che non conosci.

Perchè ti ha fatto del male gratuitamente.

Perchè quel male era dovuto solo al fatto di esserti innamorata della persona sbagliata.

 

Quant'è strana la vita...

Una mattina ti alzi e ami ciò che era destino tu dovessi amare.

Perchè il male dalla stessa persona lo si è ricevuto in due,

ignari entrambi.

 

Quant'è strana la vita...

Una mattina ti alzi e quella tanto odiata persona sei costretta a conoscerla,

volente o nolente.

Ed impari a conviverci.

Perchè il miglior modo per affrontare una paura è conoscerla, studiarla.

 

Perchè vincente è uscito chi sa, non chi ha fatto.

Perchè vincente è uscito il jolly che non odia più

Perchè la vita è strana e ha portato a questo,

a sconfiggere i demoni che non facevano dormire,

volente o nolente

...andrà bene se hai l'orgoglio per il tuo niente...

cantano gli afterhours

e il mio niente me lo sono tenuto stretto, perchè di scrivere ora non mi va più.

Perchè non ho più niente da dire, perchè le parole sono tutte passate,

perchè il mio futuro è solo di azioni che descrivere, ora, è inutile;

perchè "le parole stanno a zero" mi hanno sempre detto.

 

Però quant'è strana la vita...

Perchè se me lo avessero detto prima non ci avrei mai creduto.

Anni persi nascosta dietro lacrime e domande e ora, semplicemente, tutto diventa chiaro come la morale di una favola.

Perchè ho imparato che odiare non porta a niente.

Perchè il perdono fa migliori le persone.

Perchè tanto chi deve pagare lo farà indipendentemente da noi, e forse neanche verremmo a saperlo.

Perchè in realtà non siamo altro che marionette nelle mani del destino...

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bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 20:30 venerdì, 14 dicembre 2007

Scrivo, scrivo, scrivo...

Tra tutte queste righe piene di lettere e numeri e sorrisi e grida ho sempre la paura di risultare banale.

Banale perchè mi sento stregata.

Banale perchè sono felice.

Fra poco Natale e il mio gatto ha la febbre.

Fra poco Natale e il mio ragazzo ha la febbre.

Fra poco Natale e a me non me ne frega un cazzo del Natale.

Tutti che parlano di, tutti che spendono una marea di soldi per, tutti che sono contenti perchè avranno il regalo che hanno chiesto. Qualcosa con un prezzo, qualcosa con una griffe, qualcosa...

Io no.

Io devo sempre chiedere qualcosa che non si può avere, io devo sempre chiedere qualcosa difficile da trovare...

Sotto l'albero vorrei solo una piccola scatola di caramello, con un fiocco di zucchero filato, la carta di piume bianche e che abbia dentro un sacchetto con della polverina magica ed un biglietto per le istruzioni:

Usando questa finirà tutto quello che vuoi che finisca...

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bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 23:18 martedì, 11 dicembre 2007

Come ogni Natale divento amara. Amara perché non c’è più un Natale da festeggiare, amara perché si deve fare.

Farò un solo regalo quest’anno, forse. Lo farò a lui, che tanto mi ha fatto innamorare, solo a lui che tanto mi ha saputo ricambiare; e continua a fare tutto questo con la semplicità di un bambino che chiede perché, con il rossore di un ragazzino davanti alla sua prima cotta.

Perciò sono passata tra le vie del centro, piene di addobbi e luci dorate… erano colme di gente, di famiglie, di bimbi… c’era qualcosa, però, che non andava… aleggiava un silenzio quasi macabro, innaturale. Perché? Ora sono io che me lo chiedo…

Forse è il dolore nel cuore della gente che cerca di venir fuori sopra le righe, forse quello che non diciamo parla più di quanto immaginiamo.

Col tempo ho imparato a capire che ognuno di noi porta dentro qualcosa, qualche lacerazione nell’orgoglio, qualche buco in fondo all’anima, aldilà delle facce che mostriamo, invece, alla vita.

O forse ero semplicemente io che non volevo sentire quelle voci.

Ormai non ascolto più nessuno; e mi odio per questo. Mi perdo dentro i miei vuoti, affogo nelle bugie che, imperterrita, continuo a dirmi, e continuo a crederci come una fanciulla abbandonata che, ogni mattina, spera di rivedere la sua mamma. Per quanto può sembrare assurdo questo paragone forse è quello più appropriato. Forse ogni mattina spero di rivedere nello specchio la bambina che ero, l’ingenuità che ho perso strada facendo. I segreti che mi porto dietro ora hanno un prezzo. Quegli occhi verdi, per quanto hanno sofferto, sono ignari di quello che avrebbero potuto piangere se avessero saputo la verità per intero, e non voglio essere io a parlare.

Però quando alzo lo sguardo ed incrocio il suo, penso a quanto è bella la vita ed al regalo che per me ha messo sotto l’albero e che mi ha permesso di scartare ancora prima di sapere quello che, poi, sarebbe successo…

 

…dire ti amo quando ha un peso è importante…

…sentirlo quando si sa che è vero è bellissimo…

…ed io, di te, ormai, amo ogni respiro…

in love mode

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bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 13:30 giovedì, 01 novembre 2007

Sembra strano come inizio a vedere maschere e attori in tutto. La vita è il primo teatro a cui assistiamo, i primi spettacoli siamo noi a darli; viviamo commedie, drammi, tragedie anche. E ultimamente mi sono fatta tramite tra rappresentazione e spettatori. Adoro far finta di essere seduta su una calda poltrona di velluto rosso con il solo compito di assaporare vicende, ascoltare soliloqui, che spesso e volentieri recito davanti allo specchio, assumendo le facce più strane, a seconda degli stati d'animo. C'è chi mi chiama il manga, il pokemon, per i miei occhi che si aprono, guardando un'ipotetica stella nel cielo, con i pugni stretti sotto le guance... e penso a sorridere. E ora voglio far sorridere voi, forse con po' della mia grezzaggine che rende più saporita la lettura. O almeno spero.

 

Grigio pomeriggio autunnale, il tempo inizia a fare capricci. Ore 15:30 e il telefono squilla.

 - Porca p**... -

proprio ora che iniziavo a far riposare le mie stanche membra... con la voce assonnata e con il naso tappato dal raffreddore, rispondo:

 - pronto? - ... niente...

 - pronto? - ...niente...

ok, non è pronto! ma vaff... mi rigiro sotto il caldo piumone, sperando in una tranquillità quasi idilliaca.

Driiin driiin driiin

...mi inizia a venire la goccia sulla tempia destra e la bocca inizia a deformarsi...

 - pronto? -

 - weilà! -

...ma che cazzo di risposta è weilà?

io:  - weilà! -

 - ti ho disturbato? - 

 - nooo -

...parte il naso alla pinocchio, che già sto messa bene, poi mi costringono pure a dire le bugie...

 - sei a casa?io sono in zona,non so... -

- ...mmm... -

 ...che cosa non sai?che cosa mi hai chiamata a fare, per dirmi non so?!

 - ...non so, ti va di andare a prendere un caffè? -

 - ok - 

...come minimo,mi hai svegliata, ora ti faccio lasciare un assegno post datato sul bancone per penitenza, tutto il bar mi devi regalare!...

 - tra dieci minuti sto da te! -

 - ok, citofonami e scendo -

                                                ...

GNEEEE GNE

Il citofono...e si! Perchè il mio citofono fa così, qualcosa da ridire?

Lo vedo, in piedi accanto alla macchina, gambe incrociate, mano sinistra in tasca, nella destra ha una sigaretta che ha fumato in un tiro solo, Ray-Ban a metà naso, sguardo alla james dean e mezzo sorriso... in conclusione?una faccia di cazzo! Bella però...

 - come va? - 

...io ancora con la bava di sonno alla bocca...

 - bene... dove si va? -

 - allora sei scemo... già mi chiami per dirmi "non so", è più di un mese che usciamo e ancora non riesci a chiedermi di prendere un caffè? -

 - ok, allora alla prossima telefonata ti chiedo di andare a vivere insieme, va meglio? -

...mi parte lo sguardo assassino... adoro questi rapporti, un po' impacciati, un po' comici.

Entro in macchina, abbasso il parasole con l'utilissimo specchietto, che non so come ancora non si sia rotto per tutte le volte che lo apro, rannicchio le gambe sul sedile, che tanto sono piccola e di me, lì dentro, ne vanno almeno tre, e partiamo.

Inizia la straziante scelta di un bar... questo no che è un buco, questo no che è dell'amico di mio padre, questo no che fanno un espressino di merda, questo no che ha il bagno troppo piccolo, questo neanche che ha il barista che se la fa con dario argento... e allora ditelo che me lo prendevo a casa!

Ne troviamo uno sulla strada per Lecce (io abito a Taranto)... questo va bene? io con i tic nervosi che fanno scattare testa e collo. Scendiamo, ordiniamo due espressini, paga lui ovviamente... 4 euro e 50.

 - Quant'è? -

...due caffè del cazzo abbiamo chiesto, mica corretto coi diamanti!...

ok, altro bar da mettere sulla lista: questo no che è troppo caro!.

Torniamo in macchina bestemmiando, lui più di me. L'avevo detto io che doveva chiedere il mutuo per avermi svegliata! Nessuno mi crede! Torniamo nei dintorni di casa... la parte romantica la tralascio... dopo dieci minuti di "ci vediamo dopo" che a lasciarci non è mai come a incontrarci, scendo dalla macchina, sempre bestemmiando perchè piove e la piega ai capelli è più importante della fame nel mondo. Citofono.

Piccola informazione: il citofono ha due pulsanti, stile anni '50, uno per parlare e l'altro per aprire.

Sento TAC TAC e il portone non si apre. Avevo capito che quel dritto di mio padre aveva sbagliato tasto. Inizio a ridere da sola, le persone che passavano erano tentate a chiamare la neuro. Ricitofono. Il portone si apre.

Entro in casa ancora ridendo e becco mio padre che si stava asciugando la faccia, altrimenti anche lui si sarebbe presentato con l'indecente bava post-riposino. Mi guarda con gli occhietti piccoli piccoli che implorano il cuscino. Mi chiede:

 - perchè ridi? -

 - Perchè mi sono immaginata te con la faccia di sonno che come ti accorgi di aver sbagliato pulsante dici "oh sacripante!" -

Si mette a ridere, un po' perchè era vero, un po' per pietà per una figlia che, parliamoci chiaro, sta prorpio fulminata...

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bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 12:49 lunedì, 17 settembre 2007

Le persone cambiano. Rivelazione delle 13:21. Io e Nikotina a passarci il raffreddore; tramite: una sigaretta gustata e maledetta allo stesso tempo. Linee di febbre mi fanno sentire la testa leggera.

Chi l'avrebbe detto... c'è chi in questo periodo il giocattolo l'ha perso e c'è chi invece ne vorrebbe avere uno. I miei pensieri volano... le sigarette truccate vanno per la maggiore anche a scuola. La scuola... a quest'ora la vostra affezionatissima avrebbe dovuto fare i test di ammissione e avrei dovuto avere l'ansia a mille per sapere se ce l'avevo fatta. E invece mi trovo ancora tra i banchi a prendere molto per i fondelli i prof e a godermi tutto quello che in cinque squallidi anni non ho fatto. Mi sono data una seconda opportunità. Ognuno di noi dovrebbe averne una... e io me/le dò.

Tra poco pranzo con Nikotina's family, prospettive terrificanti... I discorsi degenerano su peti e sottopeti, quale puzza e quale di meno... almeno sono discorsi con soggetto, predicato e complemento e... odore... eh eh eh...e almeno non usiamo "k" a sproposito... Detto questo vi bacio tutti (non ve ne approfittate!) e vi dico che ufficialmente ho in testa un altro ragazzo e tra poco anche i ceci; giusto per tornare all'argomento peti...

Ma si può fare 'sta vita??!!  *kisses*

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bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 19:14 sabato, 08 settembre 2007

Si gira, si guarda intorno; in un batter di ciglia capisce tutto quello che in realtà è sempre stato.

Unica e sola decisione.

Vendetta.

Personalità psicopatica a sfiorire. Non è per quello.

Un’unica sensazione che parte dallo stomaco malato di ansia e alcol.

Per la prima volta niente pietà per nessuno.

Il fine giustifica i mezzi.

Le persone devono essere usate… per il suo unico fine.

L’hanno sfidata in passato, aveva accettato. La posta in gioco era alta, forse tutto.

Attimi eterni tra lei e quei dadi. Sguardo fisso sul muro verde dove avrebbero sbattuto decidendo della sua anima. Altre volte aveva perso, ma questa era l’ultima possibilità che aveva. Afferra i cubi, stringe il pugno, tira un respiro e lancia…

Lancia in quell’istante tutto quello che di buono aveva dentro perché il sapore della vittoria andava aldilà di ogni nobile sentimento.

Senza nessuno scrupolo, per una volta.

Usare come è stata usata, distruggere come è stata distrutta, ora il turno era il suo.

12 il risultato…

Un’orgasmo mentale che abbraccia membra e spirito…

 

E ora a ripensarci non mi dispiace per niente.

Le persone non nascono cattive, lo diventano.

Hai sacrificato la tua vittima per il tuo ignobile scopo, ammesso che tu ne abbia avuto uno concreto.

E presto riderò a crepapelle, guardando marcire la tua faccia implorante sotto la suola della mia scarpa.

Rimpiangerai quello che non hai voluto, cercherai per il resto della vita quello che non puoi più ottenere.

La pena più brutta…

E in quel momento resterò a guardare, nell’ombra, facendo notare la mia presenza e la totale mancanza di volontà nell’aiutarti.

Riderò quando piangerai…

Riderò… di gusto… forte…

E quando non piangerai ti lascerò in balìa di tutto quello che hai creato, che ti inghiottirà come un buco nero.

E continuerò a ridere…

Sono sempre io, la meravigliosa figlia di zoccola che ottiene ciò che vuole… tempo deve passare… vincerò io sempre e comunque e tu, ora, nel tuo fango a chiederti se era veramente me che conoscevi, se ero così bella stronza anche prima.

PUAH!

Basta fare la brava bimba, ora decido io per tutti…

 

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bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 13:28 martedì, 04 settembre 2007

"devo confessarti che avrei voluto tu fossi quì...e a me stai facendo venire voglia di tornare... "

messaggio e risposta...tanti quelli che sto ricevendo in questi giorni e fa piacere. Fa piacere sentirsi ancora importante per qualcuno. Capire che sono ancora in grado di ascoltare perchè ho mille ragioni per farlo. Ascoltare un'altra anima che credevo di conoscere da tanto.

lenzuola calde di un'altra città a sperare di tornare in fretta per la voglia di avere tutto e subito, per la voglia di scoprire se tutto ciò che è stato detto virtualmente in realtà ha un significato, per scoprire se è solo il pensiero di un'altra persona ad agitarmi o se è davvero la persona in se. Sbagliato per quanto sia fa bene.

il cielo è nuvoloso e il sole della mia taranto mi manca solo in parte. voglio solo sapere... l'incertezza fa bene, i magari scritti e non capiti, le frasi poco chiare mi riportano a qualche anno fa, quando ancora non avevo dimenticato cosa volesse dire essere desiderati da qualcuno che ci interessa. Non mi sembra vero... ho riaperto le braccia alla vita, via i pensieri brutti e le ali sono impazienti di volare ancora. Le bende cadono per il peso, inutili, scivolano come pece su una parete liscia di sorrisi, le domande diventano sempre pù visibili e il rossore ad ogni trillo mi rende impossibile nascondere le mie emozioni di bambina a qualsiasi individuo dotato di ragione. "Piano" è ciò che mi dico... piano ci andrò sempre, forse...

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bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 16:30 lunedì, 03 settembre 2007

Dolce cara Roma... sono quì così per caso...decisioni last minute e viaggi organizzati dal giorno alla notte. Sono quì per ricordarmi tutte le strade che ha per me la vita, sono quì per ricordarmi che la mia grigia città non è il centro del mondo, sono quì per ricordarmi che sono un essere unico con delle gambe autonome, un cervello che funziona in maniera splendida e un cuore che batte di nuovo. I tempi si sono ristretti, ho fatto presto a riprendermi,ammesso che io sia caduta davvero. Ho imparato che c'è un tempo per vincere e uno per perdere e lo determiniamo noi, aldilà degli eventi. E con il destino contro ne sono uscita vincente nonostante tutto quello che può sembrare. L'ultima parola ai migliori e so già quando avere la mia. Machiavellicamente sto prendendo la mia rivincita. E do' finalmente inizio alla mia selezione. Via tutti i falliti, via tutti i perdenti, via tutti quegli individui che dalla vita pretendono il meglio credendo di meritarselo. Via tutte le cattive strade che portano solo al nero e via tutte quelle false emozioni, perchè la porta del paradiso e dell'inferno non può essere mai davvero solo una. Iniziamo a dare i calci a chi davvero se li merita. La cerchia si stringe, il benessere aumenta, la consapevolezza aiuta. Basta dirsi bugie perchè le fate che avverano i desideri esistono davvero e le porte più lontane sono invece l'inizio di quello che di bello vogliamo. Scartare alternative solo perchè eticamente impossibili è come rinunciare a priori ad una possibilità che può rivelarsi stranamente appagante. E ora forse sto facendo quello che di sbagliato può fare una ragazza ma fa stare bene me quindi non me ne frega un emerito cazzo del resto... e basta sprecarsi, la vita è una ed una sola!!!

 

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bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 20:31 domenica, 05 agosto 2007

Cuori, Quadri, Fiori, Picche.

L’Asso non c’è!

Eccomi!

Sorridente a tappare tutte le situazioni, con le quattro carte in mano, le spalle grosse e le soluzioni per tutti, mai per me.

E mi mancano le mani in testa che mi salvavano appena in tempo.

E mi mancano le serate ad assaggiare emozioni nuove, troppo premature per la mia giovane età;

eppure ci stavo bene…

Troppo varie le situazioni.

Troppo varie le mie risposte.

Ora cercare, nel caos, non è più semplice.

Troppe facce.

Troppe urla.

Urla mai ascoltate.

Io guardo sopra le righe.

Io le sento.

Io vedo quello che gli altri non vedono.

Vedo il dolore scendere come un velo sui loro volti.

Vedo le lacrime che continuano ad asciugarsi per evitare di morire annegati.

Vedo il loro dimenarsi per restare in piedi a combattere contro chissà poi chi di preciso.

E io con loro…

La felicità artificiale si presenta come una delle più belle soluzioni momentanee.

Il mare di notte regala emozioni che vorremmo durassero tutta una vita.

Tutta la vita.

*Vita*

Ma tutto cambia.

I rapporti.

Gli atteggiamenti.

Gli amori.

Ed io sempre lì ad adeguarmi.

Cuori, Quadri, Fiori, Picche.

Rosse e Nere.

Le facce.

Le azioni.

Le urla.

Rossi e Neri.

I sorrisi.

I pianti.

I graffi.

 

E forse vorrei essere salvata di nuovo.

Forse invece vorrei morire sulle mie stesse ginocchia, senza forza per parlare ancora.

Essere arrivata dove sono evidentemente non è abbastanza.

Per nessuno di noi…

 

 

 

 

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bisbigliato da odiatosilenzio alle ore 13:12 lunedì, 30 luglio 2007

Avrei bisogno di una dose di eroina. Non che io l'abbia mai usata ma per come sballa il cervello è quello che mi ci vorrebbe in questo momento. Sono troppo altruista per suicidarmi o molto più semplicemente amo troppo la vita per odiarla così tanto in momenti come questo. Le lacrime hanno cambiato il sapore, le persone intorno si sono ridotte alle dita di una mano, come era prevedibile. Nei momenti peggiori si vedono davvero le persone importanti. E io le mie le ho viste. E ho visto anche quelle che possono tranquillamente essere cancellate senza rimorsi, che non ho.

Le mani fresche sulla faccia sono un sollievo e la musica alta evita di far sentire che sto urlando, agli altri e a me.

Urlo un male che non sopporto più, un male che ora piano piano sta iniziando ad uscire da una ferita che non si chiuderà mai. Come altre del resto. Dicono che il tempo aiuta ma in realtà non basta.

E non basta neanche l'aria che sto respirando perchè mi sto facendo troppi calcoli per capire se conviene o meno. E ora si, conviene ma è così squallido che da me non posso accettarlo.

E c'è chi si accontenta ma io no, non voglio. E sto aspettando solo di cambiare aria perchè è quello che mi ci vuole.

L' "odiato silenzio" ora prende più che mai il suo significato. Sto odiando il silenzio che continuo a tenere come un muro tra me e chi mi ha fatto male in questo periodo, che per orgoglio continuo a mantenere. Perchè l'orgoglio è l'unica cosa che resta, ora come ora, è lo stesso che mi fa rimanere a casa il sabato a costo di chiamare chi non vorrei. Chiamatela coerenza, vigliaccheria ma per me è solo orgoglio. Perderei la stima per me stessa. Domani aprirò gli occhi, mi alzerò dal letto ancora convinta di aver fatto bene, di aver tenuto fede ai miei principi, che sono le uniche cose a cui sto credendo. Domani mi alzerò pensando che andrà meglio ed intanto ora continuo a piangere chiedendomi perchè, fino ad ora dove ho sbagliato se davvero l'ho fatto...

 

Vecchie canzoni mi riportano con la testa all'estate di due anni fa e sussurro piano "per favore non farlo di nuovo..."

Nonostante io abbia uvuto le risposte alle mie domande, nonostante la situazione sia cambiata in maniera così radicale, non voglio affidarmi completamente al destino, non voglio fidarmi completamente come ho fatto in passato. E le lacrime scendono anche perchè continuando a pensare a ciò che non è successo a me, ma che mi ha coinvolta in un miscuglio di anima e carne, lo stomaco si ribella a ciò chè ho ingoiato come pillole amare, perchè era così che doveva andare. Maledico il giorno che è iniziato tutto questo, tanto tanto tempo fa e rimpiango di non aver ascoltato ciò che sentivo fin dall'inizio... che dovevo lasciar perdere tutto prima di trovarmi infognata in una situazione da cui non sarei stata più capace di uscire. Ho troppa rabbia dentro per far finta di niente...

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